Evitato un intervento edilizio ai margini del Parco delle Groane

Da Fecchio Giancarlo - Ultimo Aggiornamento: venerdì, dicembre 25, 2015 - Salva & Condividi

Fabbrica Center siamo contenti che l’insediamento edilizio, proposto dalla precedente Amministrazione, sia stato stralciato dal territorio del Parco delle Groane dal nuovo Sindaco di Bollate insediatosi nel giugno 2015. L’iniziativa proposta dal punto sociale ed occupazionale era condivisibile e ci auguriamo che trovi la sua collocazione all’interno di un’area dismessa, evitando così il consumo di altri terreni agricoli.

Dal mese di febbraio 2015 abbiamo un confronto costante con l’Ente Parco delle Groane, da quando si è insediato il nuovo Presidente, ed in questi mesi ci siamo incontrati cinque o sei volte. Agli incontri partecipano le associazioni ambientaliste presenti nella zona del Parco. Il fatto di vederci con cadenza quasi mensile ha probabilmente permesso di evitare la cementificazione proposta dall’amministrazione comunale precedente del Fabbrica Center. 

Quella che segue è la copia della lettera inviata e pubblicata sulla stampa locale la primavera scorsa.


associazionemia

immagine dell’orto biologico dell’associazione MIA nel Parco delle Groane


Bollate, 4 maggio 2015

Oggetto: riflessioni sulla proposta sul cosiddetto progetto “Fabbrica Center” .

Nelle scorse settimane sono apparsi degli articoli sulla stampa locale su un’ipotetica proposta di progetto chiamato “Fabbrica Center” ;  vorremmo provare a fare qualche riflessione e commento sull’opportunità di questa proposta ed in particolare sulla sua collocazione territoriale. Se gli aspetti sociali e le eventuali possibilità d’impiego che promuoverebbe sono tutto sommato accettabili e condivisibili, riteniamo sia decisamente criticabile la sua collocazione all’interno dei confini del Parco Regionale delle Groane. La volumetria di questo progetto corrisponderebbe grossomodo a circa 20.000 metri cubi, ma è molto probabile che ci si sbagli per difetto, e non si tratterebbe quindi dell’impatto minimo che vuol far credere, chi ha presentato tale proposta. Il suolo dell’area oggetto della proposta di progetto, tra via Pontida e via Origona, attualmente è un prato che il PTC del Parco  definisce come “zona di interesse comunale” e ci pare singolare che un’iniziativa edilizia privata possa ritenersi a favore dell’interesse della comunità bollatese. E sinceramente ci sorprende anche che chi è vicino alle tematiche sociali proponga un’iniziativa edilizia di questo genere, che avrebbe senz’altro un pesante impatto ambientale all’interno dell’area protetta. Il Parco, com’è noto, fu istituito anche e soprattutto per preservare il territorio delle Groane dall’aggressione edilizia, non solo con un chiaro intento ambientale ma anche culturale e sociale; e chi propone questo progetto, evidentemente, non lo riesce  a cogliere e recepire.  Ma lo interpreta piuttosto a proprio uso e consumo. Se onestamente si vogliono perseguire le finalità sociali ed occupazionali, di cui si dice, senza andare ad impattare sul territorio, si dovrebbero utilizzare le aree industriali dismesse nel comune di Bollate, come la ex-Ceruti, la ex-Bellini e la ex-Timavo, che sarebbero di per sé più adatte e già vocate allo scopo. E ad Ospiate, in via Galileo Ferraris, c’è anche un’altra area industriale dismessa, quella della ex-IGAP. Quest’area ha un’estensione di circa 10.000 metri quadrati e comprende un’area coperta di 5.000 mq. in buone condizioni, con la possibilità di un parcheggio al suo interno; mentre nell’area di via Pontida/via Origona tale disponibilità sarebbe inesistente e si rischierebbe il congestionamento delle piccole vie adiacenti. L’area industriale della ex-IGAP di Ospiate è inoltre più comodamente accessibile dal punto di vista logistico e si può collegare agevolmente al Parco delle Groane, perché a poche decine di metri c’è una pista ciclabile. Considerando che la proposta di questo progetto contemplerebbe il collegamento ciclabile con il Parco, qui è già praticamente bell’è pronto.

Pertanto la proposta del progetto denominato “Fabbrica Center” troverebbe ad Ospiate, nella “fabbrica” dell’ex-IGAP, una soluzione onesta e ottimale da ogni punto di vista: sociale, produttivo ed  ambientale,  evitando soprattutto altro consumo di suolo, quindi ad impronta ecologica zero. Se si vuole veramente e seriamente, come si evince dagli articoli di giornale, un “impatto zero” il progetto proposto troverebbe in un’area industriale dismessa una sua collocazione più adeguata e ragionevole nel rispetto dell’interesse sociale e dell’eco sistema del Parco delle Groane, ma anche nel rispetto delle molte persone che si stanno impegnando da molti anni per la conservazione del territorio bollatese. Secondo noi, la sensibilità sociale per essere autentica deve andare di pari passo con l’attenzione per il paesaggio, altrimenti diventa una contraddizione in termini e smaschera chiaramente altri interessi. Ed è anche inaccettabile che una Amministrazione Comunale, a poche settimane dalla fine del suo mandato, proponga un pesante lascito immobiliare su di un’area che dovrebbe essere preservata a beneficio della comunità. Ci sarebbe inoltre da considerare che nel terreno affianco a quest’area di via Pontida a Bollate, nel Parco delle Groane, si sta sviluppando un’attività di agricoltura biologica, soprattutto orti, collegata ad un’associazione che ha una finalità sociale. A  nostro parere proporre un impatto edilizio in prossimità di chi si sta impegnando in una iniziativa sociale nel rispetto dell’ambiente e della natura del luogo, ci sembra un controsenso e crediamo che in qualche modo disattenda gli aspetti educativi e di sensibilizzazione di un Parco.

Fecchio Giancarlo per Gli Amici di Castellazzo

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