Agricoltura a Bollate e Castellazzo

Da Fecchio Giancarlo - Ultimo Aggiornamento: giovedì, dicembre 27, 2012 - Salva & Condividi

Bollate, 16 dicembre 2012


contadinivilla
A Bollate, stando alla relazione analitica del piano urbanistico, il 53% del territorio è ancora libero da cemento ed asfalto, ed è in gran parte agricolo. Considerando che la superficie comunale è di circa 13 chilometri quadrati, ne rimangono quasi sette, corrispondenti a settecento ettari.
Il Sig. Tosi, nella sua analisi sull’agricoltura, considera che sia troppo tardi per dedicarsi alla cura dei campi. Gli indicatori economici recenti, diffusi dalle associazioni di categoria e dagli enti statistici, ci raccontano l’esatto contrario, ci dicono che è l’unico settore in crescita con un più 4,6% e l’occupazione registra un aumento del 10% , in larga parte si tratta di manodopera italiana, a fronte dell’apertura di nuove aziende con un incremento del 4,3%. Inoltre i luoghi come i borghi storici e agricoli che sono riusciti a conservare la loro identità e autenticità, i parchi naturali, le attività collegate all’agricoltura sotto vari aspetti, attirano più del 50% delle attività turistiche e culturali. Si registra un consistente ritorno da parte dei giovani in questo fondamentale settore della nostra storia, e non solo nostra ma di tutte le civiltà.
Perciò considerando l’ancora notevole estensione di terreni fertili disponibili nel nostro comune, il buon senso consiglierebbe una seria riflessione prima di continuare a sprecare questa fondamentale risorsa. Se poi pensiamo per un momento all’attuale crisi economica che pare sia dovuta alla speculazione edilizia e ad attività finanziarie ad essa riconducibili, vedi i mutui americani, forse varrebbe la pena di fare qualche considerazione per preservare i campi ancora intatti.
Dobbiamo conservare le strutture consone all’attività agricola e della storia del nostro territorio, tuttora presenti come le corti e le cascine ancora in parte attive, memoria della nostra identità culturale e da queste ripartire e ri-fondare la città. Ritrovando uno slancio culturale collettivo, responsabilmente condiviso con i cittadini.
Conserviamo nel nostro territorio bollatese un brano rilevante della nostra storia agricola e culturale, parlo di Castellazzo, è un patrimonio straordinario dalla cui cura e conservazione si potrebbe ripartire.
Il paesaggio della frazione bollatese deve conservare intatti anche i suoi accessi storici ed il suo impianto viario che contribuisce anch’esso alla suggestione del luogo, se venissero manomessi ne verrebbe danneggiata in modo considerevole la sua qualità complessiva . L’attuale amministrazione comunale, indifferente alla suggestione storica del luogo dimostrata con la distruzione del Roccolo, sta tentando di stravolgere le strade di accesso sia dalla Varesina e anche da Bollate, pensando probabilmente di utilizzare l’area del rottamaio sulla curva di viale Lombardia. Sarebbe un grave errore ed una spesa inutile e dannosa per la qualità culturale del paesaggio di Castellazzo, si dovrebbe invece evitare di degradare l’ambiente con l’apertura di altre strade inutili. Utili solo economicamente a chi si aggiudica gli appalti e trattandosi in prevalenza di lavori di movimento terra, ben sapendo chi detiene il controllo di queste attività, invito gli amministratori comunali a provare a fare qualche riflessione.
Sembra inoltre si stia valutando di scavare in un’area a nord-ovest del Borgo, una zona di espansione per il torrente Guisa; credo che con il canale scolmatore delle piene del fiume Seveso il territorio di Castellazzo abbia già pagato paesaggisticamente parlando un alto tributo ambientale alla stupidità della speculazione edilizia, se si vogliono evitare allagamenti si pensi ad una rinaturalizzazione delle aree lungo il corso del torrente in questione, recuperando le aree cementificate. E’ un lavoro complesso ma è l’unica vera soluzione, altre ipotesi sono solo espedienti che non risolvono il problema, basta vedere cosa succede a Niguarda in caso di piogge persistenti, nonostante il canale scolmatore: si allaga. Si tratterebbe anche in questo caso di un notevole lavoro di movimento terra, non sto qui a ripetere quanto detto sopra, inoltre se venisse realizzato questo scavo rischierebbe di tramutarsi in una discarica abusiva con ulteriori problematiche ambientali e costi aggiuntivi per l’amministrazione pubblica, ovvero per i cittadini bollatesi, e si moltiplicherebbe il degrado.

Fecchio Giancarlo

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